Statuto - Associazione Napoli a Milano

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STATUTO DELL’ ASSOCIAZIONE NAPOLI A MILANO


Art. 1.
COSTITUZIONE

E' costituita l'Associazione " Napoli a Milano" una libera Associazione di fatto apolitica, con durata illimitata nel tempo e senza scopo di lucro, regolata a norma del Titolo I Cap. III, art. 36 e segg. del codice civile, nonché dal presente Statuto. L’associazione potrà fare uso in forma abbreviata  NaMi.

Art. 2.
SCOPI

L'Associazione "Napoli a Milano"  si prefigge i seguenti scopi:

L’aggregazione dei Napoletani e di tutti i campani in genere residenti in Milano e in tutta la Lombardia

Svolgere ampia e diffusa opera di assistenza a favore dei napoletani e dei campani in genere che risiedono a Milano e in Lombardia;

diffondere le tradizioni e la  cultura Napoletana a Milano e in tutte quelle città in cui venisse richiesta;

proporsi come luogo di incontro e di aggregazione nel nome di interessi culturali assolvendo alla funzione sociale e civile;

porsi come punto di riferimento per tutti i Napoletani e dei campani che hanno intenzione di trasferirsi a Milano.

promozione di iniziative idonee ad aggregare i Napoletani e campani, con la costituzione di circoli, associazioni e simili che faranno parte integrante del presente organismo e saranno disciplinati con apposite disposizioni regolamentari;

attività di carattere assistenziale, culturale, formativo, informativo, fiscale e legale a favore degli appartenenti all’associazione;

realizzazione di iniziative, in collaborazione con Enti Pubblici e operanti a livello comunale, provinciale regionale e nazionale, a favore dei Napoletani e dei campani a Milano e in Lombardia.

realizzazione di pubblicazioni -anche nella veste di editore - scritte, video e telematiche per conseguire i fini sociali;

esecuzione di progetti, incarichi od attività operative affidate da parte di Organi nazionali, regionali, provinciali e comunali in materie affini agli scopi dell'Associazione;


riproporre l’indispensabilità di alcuni valori morali quali la giustizia, l’onestà e la solidarietà


I valori della famiglia, quale momento di riconoscimento del primo nucleo all’interno del quale i cittadini vengono formati.

Art. 3.
ATTIVITA’ STRUMENTALI ACCESSORIE E CONNESSE

L'associazione Napoli a Milano  per il raggiungimento dei suoi fini, intende promuovere varie attività, in particolare:

Stipulare ogni opportuno atto o contratto, anche per il finanziamento delle operazioni deliberate, tra cui senza esclusioni di altri, assunzioni di prestiti, mutui, a breve o a lungo termine, l’acquisto di beni mobili, la stipula di convenzioni di qualsiasi genere anche trascrivibili nei pubblici registri, con Enti Pubblici o Privati, che siano considerate opportuni ed utili per il raggiungimento degli scopi dell’Associazione;

Stipulare convenzioni per l’affidamento in gestione  di parte delle attività;

partecipare ad associazioni, Enti ed Istituzioni pubbliche e private, la cui attività sia rivolta direttamente o indirettamente, al perseguimento di finalità analoghe a quelle dell’associazione;

svolgere, in via accessoria e strumentale al perseguimento ai fini istituzionali attività di commercializzazione, anche con riferimento al settore dell’editoria, nei limiti delle leggi vigenti, e degli audiovisivi in genere ed a quello degli articoli accessori di pubblicità;

organizzare convegni, congressi, simposi ed eventi in genere, sempre nell’ambito degli scopi di cui all’art2 del presente statuto.

Art. 4.
ASSOCIATI

Possono  essere associati tutti i napoletani ed in generale tutti campani, chiunque abbia in qualche modo origini campane nonché simpatizzanti.
Sono nominati Associati coloro la cui domanda sia stata approvata mediante deliberazione adottata con la maggioranza dei due terzi dei membri dal Consiglio Direttivo e che si obblighino a rispettare lo statuto ed i regolamenti dell’Associazione. La delibera è inappellabile.
Gli Associati sono tenuti al versamento della quota annuale prevista e fissata dal Consiglio Direttivo.
Le quote associative sono intrasmissibili, non rivalutabili e non rimborsabili. E’ fatto divieto  agli organi associativi preposti di emettere quote con validità temporanea.  La sottoscrizione della quota associativa non conferisce alcun diritto sul patrimonio dell’Associazione.
Sono soci fondatori quelli che hanno fondato l'Associazione e che, come tali, sono elencati nell'atto costitutivo.
Sono soci ordinari quanti, tra Enti Pubblici e privati, persone fisiche o giuridiche, vi aderiscono nell'intento di contribuire al conseguimento delle finalità dell'Associazione.
I soci ordinari devono essere ammessi dal Consiglio di Amministrazione dietro presentazione di formale richiesta.
I soci devono corrispondere annualmente, a pena di esclusione, come previsto dall'articolo 11, comma 3, una quota di adesione.

Art. 5.
RECESSO ED ESCLUSIONE

Tutti i soci sono tenuti a rispettare le norme del presente statuto e l'eventuale regolamento interno, secondo le deliberazioni assunte dagli organi preposti. In caso di comportamento difforme, che rechi pregiudizio agli scopi o al patrimonio dell'associazione il Consiglio direttivo dovrà intervenire ed applicare le seguenti sanzioni: richiamo, diffida, espulsione della Associazione.
I soci espulsi possono ricorrere per iscritto contro il provvedimento entro trenta giorni al Collegio dei probiviri.
L’associato che intende recedere dall’Associazione deve comunicare per iscritto il proprio proposto al Presidente.Il recesso ha effetto dal termine dell’esercizio in corso.
Il consiglio direttivo decide inappellabilmente con deliberazione assunta con il voto favorevole dei due terzi dei membri, l’esclusione degli associati, per grave e reiterato inadempimento degli obblighi e doveri derivanti dal presente statuto, tra cui in via esemplificativa e non tassativa:
Morosità;
Inadempimento dell’obbligo di effettuare le contribuzioni ed i conferimenti deliberati dagli organi direttivi dell’Associazione ovvero previsti dal presente statuto;
Reiterato mancato rispetto degli obblighi posti dal presente statuto, regolamenti e da deliberazioni degli organi dell’associazione;
Condotta incompatibile con il dovere di collaborazione con le altri componenti dell’associazione;
Condotta incompatibile con le finalità dell’associazione.
Sono escluse limitazioni in funzione della temporaneità di partecipazione dell’associato alla vita associativa.


Art. 6.
PATRIMONIO E MEZZI FINANZIARI

Le risorse economiche dell'associazione sono costituite da:
beni, immobili e mobili;
 Il provento derivante dalla riscossione delle quote di adesione annuali dei soci ordinari nella misura determinata dall'assemblea al momento dell'approvazione del bilancio di previsione;
donazioni e lasciti;
rimborsi;
attività marginali di carattere commerciale e produttivo;
ogni altro tipo di entrate.
Le elargizioni in danaro, le donazioni e i lasciti, sono accettate dall'assemblea, che delibera sulla utilizzazione di esse, in armonia con finalità statuarie dell'organizzazione.
E’ vietato distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’Associazione, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge.

I contributi a titolo di rimborso delle spese di stampa delle pubblicazioni, periodiche e non, edite da parte dell'Associazione;
I  contributi ordinari e straordinari che siano versati da chi intenda sostenere le attività dell'Associazione;
I frutti del patrimonio che l'Associazione possa eventualmente costituire.
Ogni altro provento derivante dallo svolgimento dell'attività associativa.


Art. 7
ESERCIZIO FINANZIARIO


L’ esercizio finanziario ha inizio il 1 gennaio e termina il 31 dicembre di ciascun anno.
Entro il 30 marzo di ogni anno il Consiglio Direttivo redige ed approva il rendiconto economico-finanziario da sottoporre all’assemblea degli associati entro il 30 Aprile per la definitiva approvazione.
Qualora particolari esigenze lo richiedono,l’approvazione avverrà entro il 30 giugno.
È vietata la distribuzione, diretta od indiretta, di utili od avanzi di gestione nonché di fondi e riserve durante la vita dell’associazione, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge.


Art. 8
ORGANI

Gli organi dell’Associazione sono:
l’assemblea dei soci;
il Consiglio direttivo;
il Presidente;
 -      il Vice presidente vicario;
vice presidente
il revisore dei conti;


Art. 9
ASSEMBLEA


Composizione e competenze



L’assemblea  è costituita da tutti gli associati che sono in regola col versamento della quota associativa per l’anno in corso. L’Assemblea è ordinaria e straordinaria.
L’assemblea ordinaria viene convocata almeno una volta l’anno per l’approvazione del rendiconto economico finanziario e per gli altri adempimenti eventualmente indicati nell’avviso di convocazione.
L’assemblea ordinaria delibera su:
Le relazioni del consiglio direttivo sulle attività svolte e da svolgere;
Il rendiconto economico finanziario dell’esercizio chiuso e riscontrato dal revisore dei conti;
L’elezione dei componenti il consiglio direttivo;
L’elezione dei revisori dei conti;
Eventuali altri argomenti che il consiglio direttivo ritenga di sottoporre all’assemblea.
L’assemblea straordinaria delibera sulle modificazioni dello statuto, nonché sullo scioglimento dell’associazione e sulla devoluzione del fondo comune.

Art. 10
ASSEMBLEA

Convocazioni e quorum

L’ assemblea è convocata dal Presidente dl consiglio direttivo su deliberazione del consiglio stesso:, Qualora il Presidente non provveda, la maggioranza dei membri del consiglio direttivo può richiedere che la convocazione venga effettuata dal revisore dei conti. La convocazione avviene senza obblighi di forma, purché con mezzi idonei di cui si abbia prova di avvenuta ricezione da parte dei destinatari, inoltrati con almeno quindici giorni di preavviso,. In casi di urgenza l’assemblea potrà essere convocata con avviso inoltrato agli associati sette giorni prima della data fissata. Ogni associato maggiore di età ha diritto di un voto. Sono ammesse le deleghe ma nessun associato può riceverne più di dieci deleghe. Alle delibere assembleari, ai bilanci o rendiconti approvati verrà data idonea pubblicità secondo gli stessi criteri adottati per le convocazioni.
L’assemblea ordinaria e straordinaria in prima convocazione è validamente costituita con l’intervento anche per delega, di almeno metà degli associati e delibera a maggioranza assoluta degli interventi. In seconda convocazione l’assemblea ordinaria e straordinaria è validamente costituita qualunque sia il numero degli associati presenti in proprio e per delega e delibera a maggioranza dei presenti.
L’assemblea è presieduta dal presidente o dal vice presidente Vicario in carica; in loro mancanza, da altra persona designata dall’assemblea stessa. Chi presiede la riunione designa un segretario incaricato di redigere il verbale della riunione.



Art. 11

CONSIGLIO DIRETTIVO
Composizione e convocazione

L’associazione è amministrata da un consiglio direttivo costituito da un numero variabile da 5 membri a 30 membri, compreso il presidente. L’assemblea determinerà il numero dei consiglieri in sede di elezioni dei medesimi.
I componenti del consiglio direttivo rimangono in carica per tre esercizi e comunque sino a che siano stati nominati i loro successori. Essi sono rieleggibili.
Nel caso in cui uno o più consiglieri vengano a mancare durante l’esercizio sociale, il consiglio direttivo può provvedere alla loro cooptazione con altro membro, che resterà in carica sino alla successiva assemblea.
Il consiglio direttivo è convocato dal presidente ogni volta che ne ravveda l’opportunità, ovvero su richiesta di un terzo dei membri, senza obblighi di forma, purché con mezzi idonei inoltrati ai consiglieri almeno sette giorni prima della data fissata per la riunione.
In caso d’urgenza, la convocazione può essere inviata due giorni prima della data fissata per l’adunanza.
Nel caso in cui il presidente non provveda, la convocazione su richiesta di almeno il 50% dei membri del consiglio direttivo è effettuata dal consigliere più anziano di età.
Per la validità delle riunioni del consiglio direttivo è richiesta la presenza della maggioranza dei consiglieri in carica;
il consiglio delibera a maggioranza di voti dei presenti. In caso di parità prevale il voto di chi presiede.


Art.12
CONSIGLIO DIRETTIVO

Competenze

Il consiglio direttivo ha tutti i più ampi poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione per la gestione dell’associazione, nonché per la realizzazione degli scopi e la gestione della sua attività, potendo istituire ufficio individuare e nominare responsabili per settori di attività, comitati o commissioni.
Esso svolge ogni ulteriore compito affidato dal presente statuto ovvero dall’Assemblea.
Il Consiglio Direttivo,  ove opportuno, designa un direttore generale, anche tra estranei, determinandone funzioni, natura e durata dell’incarico.
Il consiglio direttivo può delegare con propria deliberazione parte delle proprie attribuzioni a uno o più dei suoi membri.
Il consiglio direttivo può attribuire cariche onorarie.


Art. 13
PRESIDENTE

Il presidente dell’associazione, che è anche presidente del consiglio direttivo, esercita tutti i più ampi poteri di iniziativa necessari per un buon funzionamento amministrativo, gestionale e promozionale dell’associazione.
Egli cura, potendo sottoscrivere accordi, le relazioni con enti, istituzioni, imprese pubbliche e private ed altre organismi al fine di instaurare  rapporti di collaborazione a sostegno delle singole iniziative dell’associazione.
Al presidente spetta la rappresentanza legale dell’associazione di fronte a terzi. Agisce e resiste avanti a qualsiasi autorità amministrativa o giurisdizionale, nominando avvocati.
Egli cura il funzionamento amministrativo dell’associazione, nei limiti delle competenze e dei poteri eventualmente delegategli dal consiglio.
Il vice presidente vicario assume, su delega del presidente o in caso di dimissioni dello stesso, tutti i poteri del presidente.
Il vice presidente ha il compito di collaborare con il presidente e con il presidente vicario in caso di assenza di entrambi, su delega, può assumere i poteri del presidente.



Art. 14
REVISORE DEI CONTI


L’assemblea nomina, scegliendo tra espressione esperte di amministrazione, il revisore dei conti, che resta in carica tre esercizi. Il revisore dei conti resta comunque in carica fino all’approvazione del rendiconto economico-finanziario del terzo esercizio successivo alla sua nomina e può essere rieletto.
Il revisore dei conti ha accesso, in qualsiasi momento, agli atti amministrativi dell’associazione, ne controlla la regolarità, esprime il parere sul rendiconto economico-finanziario dell’esercizio e può assistere alle riunioni del consiglio direttivo.




Art. 15
CLAUSOLA ARBITRALE

Tutte le controverse relative allo statuto, comprese quelle inerenti la sua interpretazione, esecuzione e validità, saranno deferite ad un collegio arbitrale di tre membri, due dei quali nominati da ciascuna parte ed il terzo, con funzione di presidente, scelto congiuntamente dai due arbitri così designati o, in caso di disaccordo, dal consiglio arbitrale della camera arbitrale ed internazionale di Milano istituito presso la CCIAA di Milano al quale spetterà altresì la nomina dell’eventuale arbitro non designato da una delle parti. Gli arbitri procederanno in via irritale e secondo equità rendendo il loro lodo entro trenta giorni dalla nomina del collegio medesimo. La sede dell’arbitrato sarà quella di Milano.


Art. 16
SCIOGLIMENTO

In caso di scioglimento dell’associazione o comunque di sua cessazione per qualsiasi causa, il patrimonio verrà devoluto ad enti che perseguano finalità analoghe ovvero ai fini di pubblica utilità.



Art.17
NORMA TRANSITORIA


Gli organi dell’associazione potranno immediatamente validamente operare nella composizione determinata in sede di atto costitutivo e verranno successivamente integrati.

 
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